(numerose esecuzioni in prima assoluta dei maggiori compositori italiani viventi). Numerose sono le registrazioni per le principali case discografiche del tempo (Ricordi, Angelicum, Vox, Decca), con esecuzioni che, come nei concerti, sono sempre filologicamente attente, grazie all’ausilio di musicologi come Francesco Degrada o Monterosso della scuola di paleografia musicale di Cremona. Alla fine degli anni ’70 conosce Franco Battiato a cui comincia ad impartire lezioni di violino e, quasi per diletto e curiosità, inizia con lui e con Juri Camisasca a tenere concerti di improvvisazioni. Nel 1978 collabora come musicista a “Juke box” di Battiato e lo stesso gli produce “Motore immobile”, il suo primo LP di musica sperimentale. Inizia così con Battiato una collaborazione musicale tra le più prolifiche ed interessanti degli anni ’80 e dei primi anni ’90 in Italia, un sodalizio che lo porterà a nuovi traguardi nei campi della musica commerciale e dell’avanguardia, con un grandissimo successo in termini di popolarità e di discografia. Tutti i dischi di Franco Battiato, da “L’Era del Cinghiale Bianco” (1979) ad “Umprotected” (1994) vedono il nome di Giusto Pio in qualità, a seconda dei casi, di coautore delle musiche, degli arrangiamenti, di violinista, di direttore d’orchestra. Tutti i tour di Battiato di questi anni vedono sempre Giusto Pio tra i suoi musicisti fissi e imprescindibili.

In quegli anni,  sempre insieme a Battiato, scrive le musiche e gli arrangiamenti di molte canzoni di successo di Alice e Giuni Russo (“Per Elisa” di Alice vince il Festival di Sanremo 1981), realizzando anche due album per Milva e canzoni per altri artisti. Pubblica tre album personali di musica leggera (“Legione straniera”, “Restoration” e “Note”) riscuotendo anche un successo di vendite personale  e diventando un nome conosciuto anche dal pubblico più giovane, come testimoniano le cronache musicali di quegli anni riportate su numerose pagine di riviste e giornali. Diventa socio S.I.A.E. in forza del numero di copie di dischi venduti, acquisendo una specifica competenza nella materia dei diritti d’autore, nelle edizioni, nei rapporti con le principali case discografiche (EMI, Ricordi, Polygram, Sony, ecc.), nelle relazioni in genere con il mondo dell’arte ed i personaggi dello spettacolo, partecipando a convegni, dibattiti e consulenze, conoscendo le problematiche inerenti l’organizzazione e la gestione dei complessi artistici e di spettacoli culturali in genere. Nel 1998 pubblica “Alla corte di Nefertiti”, album che segna il passaggio di Giusto Pio ad un genere musicale assai diverso dal precedente e che si svilupperà dopo la fine del sodalizio (solo artistico) con Franco Battiato. Nell’ultimo decennio, infatti, si è accostato sempre più alla ricerca sonora acustica ed elettronica, alle musiche per teatro (lo spettacolo “Medea” per il gruppo teatrale Cripton di Firenze, primo premio per la musica al Festival di Massa Carrara, o la collaborazione alle opere liriche di Battiato eseguite nei principali teatri italiani), alle musiche per film e commenti musicali interattivi con altre forme d’arte quali pittura, scultura e poesia. Ricordiamo infine la sua più recente discografia in campo avanguardistico con titoli quali “Utopie”, “Missa Populi” (dedicata a S.S. Giovanni Paolo II), “A.D.A.M. ubi es”, “Le vie dell’oro”, nonché le recenti e continue rappresentazioni della “Missa populi” che hanno incontrato tanto il favore del pubblico quanto l’interesse degli specialisti.

Nello studio di registrazione della Digitalsound e dello studio privato di casa sua a Castelfranco Veneto dove, da parecchi anni, è tornato ad abitare,  Giusto Pio ha dato vita ad un'imponente lavoro multimediale: Il Trittico musicale: Isaia 6,9-10, Beatitudini e Visione.

Giusto Pio nasce a Castelfranco Veneto l’11 gennaio 1926. Ha ereditato la passione per la musica dal padre che suonava diversi strumenti, ma senza aver mai frequentato scuole regolari. A 13 anni comincia a studiare il violino e i suoi studi musicali vengono fatti a Venezia dove studia composizione (scuola di Malipiero) e violino con L.Ferro, ultimo grande violinista della “scuola veneziana”. Dopo il diploma in violino, si sposa e si trasferisce a Milano. Ottiene importanti riconoscimenti nazionali ed internazionali (S.Cecilia Roma –solista, Ginevra 1953), entra nell’orchestra della RAI di Milano come violino di Concertino, posto che gli permetterà di acquisire, in circa un trentennio di attività a stretto contatto con i migliori direttori ed esecutori nel mondo, una vasta esperienza nel campo sinfonico-orchestrale ed operistico.

Svolge in questi anni anche un’ intensa attività didattica e cameristica con i migliori complessi milanesi ed italiani in genere, contemplando un vasto repertorio musicale che, a partire dal medioevo e rinascimento (complesso Letitiae Musicae, gruppo pioniere in Italia nell’esecuzione di musiche medioevali e rinascimentali), attraversa il barocco,(Complesso Strumentale Italiano, Symposiurn Musicum Milano, Giovane Quartetto di Milano, Complesso Barocco di Milano, etc.), arriva alla musica contemporanea dei giorni nostri,

Clandestino La nostra striscia di nera terra salutammo un giorno che da giorni è passato, e la mente il ricordo serra di un’orrida guerra, d’una buia e unta prigione, d’una improduttiva piantagione di scolorite verdure, le nostre sponde così insicure! E’ il sogno che ci porta, altrove ci trascina le membra spossate, e a prua e a poppa non importa se chi sta in groppa è tuo figlio o fratello o un peggior fardello d’anima nera d’assassino e delinquente. Tutti ci fa eguali il destino e l’attesa in cuore d’un posto certo non al sole che già tra cielo e mare ci ha fiaccati. Un posto lontano, purchè sia così lontano ci par sempre così bello, più bello di quello che ormai non ci appartiene, forse mai più. Quale vento e dove ci accompagna chi lo può sapere se non il buon Dio o il grande Allah! Ma chi se l’aspettava di giunger fino a qua, sulla carretta diroccata di quest’infame vita. Fin qua, in una rete protettiva e calda ma che dire se ora è afosa, soffocante, forse è il caldo, la tanta gente, la fame che la gola stringe, qualcuno che mi spinge in questo stretto perimetro per giovani leoni, le vesti strappate, scuciti i pantaloni e gli occhi senza più colore; mi coglie impreparato il grigio steccato che davanti sta senza porta né tempo. E senza vocazione in questo forzato convento di nuovo il sogno preme e m’addormento. E vedo gente salir a frotte, c’è chi grida, chi fa a botte e solo il mare comprende, unico nel suo abbraccio e non s’offende di tanto umano sacrificio e quasi vorace inghiotte chi il suo amor ricambia. Che sia di Marocco, d’Algeria o dello Zambia, la grande madre Africa sconsolata e senza voce ancora piange in-audita i suoi figli. Catia Carlon
Giusto Pio
MEMORIAL Al Maestro Giusto Pio 31 Luglio 2016 Ensamble dell'Orchestra Sinfonica Veneta al violino Francesco Mardegan direttore M° Walter Bertolo

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Giusto Pio

 

 

 

TRITTICO

Dolomiti Suite score

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Clandestino La nostra striscia di nera terra salutammo un giorno che da giorni è passato, e la mente il ricordo serra di un’orrida guerra, d’una buia e unta prigione, d’una improduttiva piantagione di scolorite verdure, le nostre sponde così insicure! E’ il sogno che ci porta, altrove ci trascina le membra spossate, e a prua e a poppa non importa se chi sta in groppa è tuo figlio o fratello o un peggior fardello d’anima nera d’assassino e delinquente. Tutti ci fa eguali il destino e l’attesa in cuore d’un posto certo non al sole che già tra cielo e mare ci ha fiaccati. Un posto lontano, purchè sia così lontano ci par sempre così bello, più bello di quello che ormai non ci appartiene, forse mai più. Quale vento e dove ci accompagna chi lo può sapere se non il buon Dio o il grande Allah! Ma chi se l’aspettava di giunger fino a qua, sulla carretta diroccata di quest’infame vita. Fin qua, in una rete protettiva e calda ma che dire se ora è afosa, soffocante, forse è il caldo, la tanta gente, la fame che la gola stringe, qualcuno che mi spinge in questo stretto perimetro per giovani leoni, le vesti strappate, scuciti i pantaloni e gli occhi senza più colore; mi coglie impreparato il grigio steccato che davanti sta senza porta né tempo. E senza vocazione in questo forzato convento di nuovo il sogno preme e m’addormento. E vedo gente salir a frotte, c’è chi grida, chi fa a botte e solo il mare comprende, unico nel suo abbraccio e non s’offende di tanto umano sacrificio e quasi vorace inghiotte chi il suo amor ricambia. Che sia di Marocco, d’Algeria o dello Zambia, la grande madre Africa sconsolata e senza voce ancora piange in-audita i suoi figli. Catia Carlon
Giusto Pio
MEMORIAL Al Maestro Giusto Pio 31 Luglio 2016 Ensamble dell'Orchestra Sinfonica Veneta al violino Francesco Mardegan direttore M° Walter Bertolo